giovedì 29 marzo 2012

Glastonbury

Glastonbury, una vivace cittadina del Somerset, dal XII secolo è spesso stata identificata con la misteriosa isola di Avalon. Il suo passato è letteralmente immerso nel mito, ed è un luogo importatissimo per le leggende arturiane e paleocristiane.
Ci sono svariati siti da vistare in zona, l'incantata Glastonbury Tor, un tempo facente parte del Regno Fatato, il Chalice Well, dove si dice riposi il Santo Graal e l'Abbazia, dove pare riposino le spoglie mortali di Re Artù e della Regina Ginevra. Glastonbury stessa è molto interessante per i suoi antichi edifici, i caratteristici pubs e per gli innumerevoli negozietti di articoli esoterici e neopagani. La cittadina pè infatti una vera calamita per chi è interessato ai misteri.

Le rovine dell'abbazia di Glastonbury
Un tempo, tutta l'area di Glastonbury era occupata da paludi acquitrinose, salvo alcune zone asciutte più rialzate. Durante l'Età del Ferro, esistevano alcuni insediamenti umani sulle rive della palude (Meare e Godney), appaterteneti alla cultura denominata di "La Tene". I Romani avevano un porticciolo, o almeno un approdo, a Wearyall dove incominciarono a piantare vigneti sul lato meridionale della collina, attività che continuò fino al Medioevo. Durante i primi anni dell'Alto Medioevo, dopo che le legioni romane ebbero lasciato la Britannia, una chiesa celtico cristiana sorgeva ai piedi del Tor, ma questo non è verificato storicamente, in quanto a proposito ci sono solo dicerie e leggende, e nessuna testimonianza archeologica. Sappiamo però che il primo monastero nel sito è stato costruito su ordine di Re Ine intorno al 688 dC, e che si svilluppò successivamente fino a diventare uno dei più ricchi del paese. Uno degli abati più famosi fu San Dunstan, ordinato sacerdote nel 943 dC e in seguito nominato Arcivescovo di Canterbury.
L'abbazia venne completamente distrutta da un'incendio nel 1184, la Lady Chapel fu ricostruita negli anni tra il il 1187 eil 1190. L'abbazia nel tempo crebbe in dimensioni e importanza, divenendo una delle più grandi del paese, seconda solo a Westminster. La fine per Glastonbury arrivò con la riforma, quando venne ucciso anche l'ultimo abate, Richard Whiting, impiccato al Tor e poi squartato. La chiusura definiva avvenne nel 1539. La Chiesa d'Inghilterra acquisì le rovine dell'abbazia nel 1908.

Glastonbury divenne, nel corso del 18° e del 19° secolo, una rinomata stazione termale, visitata probabilmente con assiduità da mistici e dilettanti dell'occulto. Edward Kelly, il sedicente medium spesso associato all'occultista elisabettiano John Dee, nel 16° secolo affermò di aver rinvenuto tra le rovine dell'abbazia, alcune "pietre filosofali" alchemiche.

Glastonbury Tor
Leggende e Tradizioni
Secondo la leggenda, Giuseppe d'Arimatea, si dice abbia viaggiato in Gran Bretagna con il giovane Gesù. Dopo la morte di Cristo, pare che Giuseppe sia tornato, giungendo a Glastonbury la mattina di Natale del 30 dC. Stanco del viaggio, avrebbe conficcato il suo bastone sul Wearyall, dove miracolosamente avrebbero cominciato a germogliare diventando un vero e proprio albero! Questo albero a dir poco speciale, sarebbe stato abbattuto da uno dei Puritani che supportava Cromwell nel 17° secolo. La St John Church possiede ancora parte del troco dell'albero, che sembra provenire davvero dalla Siria. Molto probabilmente l'albero venne portato a Glastonbury dalla Terra Santa da qualche pellegrino, o cavaliere crociato, durante il Medio Evo.
Glastonbury Tor, che svetta visibile per miglia e miglia sul piatto paesaggio del Somerset, è stato da sempre considerato come un ingresso per l' Altromondo (Otherworld) e dimora delle Fate. Gwynn ap Nudd, Signore del Popolo Fatato (e più tardi anche degli Inferi) della tradizione Gallese, si dice dimori sotto la collina. La sua leggenda nel corso dei secoli si è spesso amalgamata con i racconti riguardanti San Collen, che pare si fosse ritirato come eremita sul Tor. La storia racconta che San Collen abbia sentito alcuni popolani parlare di Gwynn e del suo palazzo sulla collina. Il santo rimproverò i popolani perchè, secondo lui, si trattava solo di sciocche superstizioni e inganni diabolici, e i buoni cristiani non dovevano prestargli fede. I popolani però gli consigliarono di stare molto attento a quello che diceva, perchè Gwynn ap Nudd non era solito lasciar correre un simile insulto. Più tardi infatti, un messaggero di Gwynn si recò dal santo, riferendo che il Re delle Fate voleva incontrarlo nel suo palazzo. Per tre volte Collen rifiutò l'invito, ma alla quarta decise di seguire il messo armato solo di una fiala di acqua santa. Gli venne mostrato un ingresso nascosto sul tor, che conduceva nelle viscere della terra, fino ad un salone maestoso dove Gwynn stava seduto su suo trono dorato. Gwynn offrì a Collen un po' di cibo, ma egli rifiutò saggiamente, visto che il cibo delle Fate ha il potere di imprigionare un mortale per sempre. Dopo un breve colloquio il santo, spazientito, decise di averne abbastanza e cosparse Gwynn di acqua santa. Immediatamente il salone e tutto il resto sparirono magicamente e San Collen si ritrovò da solo sulla cima della collina.


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